
Ultimamente nella mia parrocchia stiamo lanciando una campagna per arginare il fenomeno della bestemmia, che sta dilagando in Italia specialmente fra i giovani. Intanto volevo fare alcune precisazioni, bisogna fare una grossa differenza tra la bestemmia ed il bestemmiatore, perché come Gesù ci insegna è il peccato ad indignare non il peccatore. Una volta parlai con un signore il cui nonno, mi raccontò, era un anarchico convinto, quindi ben lontano sia dalla chiesa che dalla fede ed era solito raccontare riguardo la bestemmia questa storia. Una volta uno dei suoi figli gli bestemmiò davanti come risposta immediata rimediò un bel ceffone e poi la seguente spiegazione: “Non devi bestemmiare, perché se credi vai contro te stesso e contro quel Dio in cui credi quindi è sbagliato, ma anche se non ci credi tu non rispetti coloro che credono quindi le altre persone quindi vai contro l’uomo quindi è sbagliato, risultato è sbagliato sia che tu creda sia che tu non creda perché vai contro l’uomo e contro te stesso in tutti e due i casi. Detto ciò volevo condividere un pensiero nato da una risposta, abbastanza polemica, se non dire peggio al seguente articolo. Prendo spunto da una frase che si riferisce a quei bambini in Africa che muoiono di AIDS e che sembra essere un problema da affibbiare al Signore. Ma a quanto pare, a volte le persone si rispondono da sole, in modo corretto, perché la seguente frase è “la vera sfida è costruire un mondo migliore con le nostre mani”. Una volta intervistammo un sacerdote missionario che aveva passato quarant’anni della sua vita in Sud America, vivendo più volte situazione orribili, diritti civili negati persone scomparse, sacerdoti uccisi perché difendevano il popolo (Padre Romero ad esempio), altri sacerdoti che imbracciavano il fucile. Alloro gli domandammo “si è mai chiesto dove fosse Dio in tutto questo?” la sua risposta ci lasciò completamente spiazzati e fu, “veramente la domanda da porsi, non è dove sia Dio in tutto questo, ma dove sia l’uomo in tutto questo, con la sua responsabilità”, ecco il nostro fratello pur volendo andare contro ha dato un ottima risposta che è veritiera perché l’uomo non può incolpare Dio delle sua mancanza di responsabilità nei confronti di chi soffre o di chi è lasciato a se stesso, il discorso è molto lungo e complesso, perché bisognerebbe cominciare a parlare di libero arbitrio, del fatto che la coscienza umana, quando è distante da Dio, non ha sentimenti di vero amore, quell’amore gratuito che trascende l’umana esistenza in questa vita per mostrarsi quale quel meraviglioso riflesso di Dio che è nell’intimo del suo cuore, ed anche quando questo non sembra evidente, se ci si pone in buon ascolto si vede come sia sempre Dio che suscita sentimenti di amore. D’altro canto volevo puntare l’accento proprio sull’ignoranza, di tanti, ignoranza che è stata anche la mia, quella ignoranza che ci fa dire delle cose che crediamo siano lontane dalla Chiesa e che invece trovano sentimenti identici, mostrando che alcune persone odiano la chiesa oppure addirittura Dio proprio perché non lo conoscono, proprio perché non hanno mai fatto quello sforzo, oppure non sono stati cosi fortunati per comprendere il messaggio di Cristo e della sua chiesa da averne ancora una visione molto distorta. Per anni anche io sono andato in chiesa senza ascoltare minimamente quello che mi veniva detto attraverso il vangelo, quante persone hanno fatto lo stesso, quante persone lasciandosi trasportare dalle dicerie, ma non cercando una propria esperienza hanno abbracciato altre religioni, magari sono diventati buddisti o altro, magari conoscono a memoria la bagavaggita, la filosofia zen, la storia bi Buddha, i vari Yogananda, sperimentando meditazione, mantra, yoga, elefantini o quant’altro, cercando messaggi lontani sia geograficamente, sia storicamente, messaggi che non appartengono alla propria storia ed alla propria natura e cultura, senza conoscere una sola frase del Vangelo se non quelle pubblicizzate o scimmiottate qua e là. Abbiamo cercato così lontano da noi dall’altro capo del mondo, senza prima cercare di comprendere ed ascoltare ciò che avevamo più vicino, il cristianesimo il messaggio di Cristo e questo, permettetemi se non proprio stupido è abbastanza illogico. Per quanto riguarda la bestemmia, anche io in passato ho fatto parte di questa terribile schiera, e posso testimoniare che tutto quello che viene detto in quel famoso articolo è verissimo e molto concreto, certo è difficile far comprendere cosa voglia dire respirare a pieni polmoni a chi grazie all’ambiente nel quale è vissuto passa una vita in apnea. La cosa triste è che ieri ho scoperto che la bestemmia è una pratica del mondo occidentale perché in altri paesi come il Messico il Venezuela la Colombia e chissà quanti altri è una cosa ben lontana dalla loro cultura.