Per anni sono stato alla ricerca di affetto, amore e quant’altro, bombardato di continuo dal bieco materialismo, portatore di futili inutilità l’unica forma di amore per me conosciuta era quella del bisogno e del ricoprimento dei propri buchi emozionali, insomma non era amore. Ho perpetuato questa situazione per anni. Sotto il bagliore di facili conquiste e successi in questa vita, sono entrato in una associazione, oggi tacciata di essere una setta, giusto o sbagliato che sia, questo credo sia stato un momento molto importante perchè altrimenti oggi non sarei quì a sentire il desiderio di scrivere. L’esperienza con queste persone è finita molto molto male, almeno per me visto che sono finito in ospedale, ma anche bene visto che la mia condizione di oggi non è quella di ieri. Ricordo di essere uscito da questa esperienza pieno di rabbia e sensi di colpa e trascinavo letteralmente la mia vita rimuginando di continuo su ciò che era accaduto. Poi, grazie ad un mio amico, ho conosciuto un signore evangelico o per meglio dire un Cristiano laico, ricordo ancora oggi quella sera. Era inverno io questo signore e questo mio amico eravamo seduti su delle panche attorno ad un tavolo abbastanza grande, rettangolare, di legno, un tipo di tavolo che è possibile trovare nelle vecchie case di paese oppure nei conventi. L’ambiente, seplicemente meraviglioso, almeno per me, e le parole semplice e meraviglioso non sono usate a caso. Abbiamo parlato per una mezzoretta, alla fine dopo esserci conosciuti e dopo aver sopportato tutte le mie irrimediabili lamentele, la mia tristezza il mio senzo di sconfitta, ad un certo punto mi disse questa frase “tu sei più vicino a Dio di quanto pensi”. Incredibile pensai, come è possibile? in quel momento mi sentivo l’essere più distante dal Signore che esisteva sulla faccia della terra. Poi mi chiese se credevo in Gesù, ricordo che rimasi un po sbalordito da quella domanda e con un aria di ovvietà risposi immediatamente in modo affermativo. A quel punto mi chiese di chiudere gli occhi e di rimanere in silenzio per qualche istante, allora mi rifece la medesima domanda, non so spiegarvi esattamente la sensazione che provai in quel momento, per la prima volta in vita mia ho sentito distintamente la risposta nascere dal cuore, e quella risposta era si, si Signore Gesù io Ti credo e professai la mia fede con la bocca. Da quel giorno qualcosa è cambiato in me e profondamente, non credo di aver avuto alcun merito in tutto questo quello che posso dire è solo che il Signore mi aveva preparato con una pazienza ed un amore tale che solo Lui può avere. Poi sono accadute molte altre cose, ma la storia è lunga. Ed oggi? no, non sono santo, anzi cado e ricado spesso, a vole risalgono vecchie abitudini e devo combattere per non far risalire rigurgiti e rimuginazioni su situazioni passate e a volte perchè no, vengo anche sconfitto. Questo però è il bello, oppure il brutto, di essere un essere umano, perdonate il gioco di parole, di essere fallace, di poter anche sbagliare, nonostante questo lo sforzo non cessa mai, il cuore non si ferma, il Signore mi è sempre vicino e mi rialza sempre. Pensare che è stato ed è cosi semplice, basta semplicemente credere. Da qualche parte ho letto questa frase che ho sentito subito vera e soprattutto mia in tante occasioni, “Il Signore è molto più disposto a dare che noi a ricevere”.
Inserito da: cuoremissionario | Agosto 1, 2008
La mia Conversione.
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